Prof. Van Hier

Gioacchino Hierschel de Minerbi

Family Tree

The Hierschel Family of Trieste

'...in the last decades of the eighteenth century... amongst the city's wealthy and prominent families were those of Joachim Hierschel from Hamburg...' (Dubin, p.22)

'Important communal officials lived outside [the ghetto], such as the beadle Vita Gattegno and the Capi Joachim Hierschel and the Luzzatto brothers.' (Dubin, p.27) 

"In the late 1790s... the Borsa deputies chose long-time member Abram Hierschel as one of the additional six to help them supervise the erection of the new neoclassical Borsa.' (Dubin p.32)

'In 1812, Filippo Hierschel's personal fortune was estimated at 80,000 florins, far and away the highest of the twenty-five members of the Municipal Council.' (Dubin, p. 239) 

'1770: ...the community asked their well-connected court agent Joachim Hierschel to present their case directly to Vienna.' (Dubin, p. 245) 

Hierschel-Minervi, Nobles 1857 Baron (1877 Saxe-Meiningen),  (converts), styled Counts in Italy, Hiromi Hierschel of this family was a moderately successful painter.

Arms

Hierschel de Minerbi Écartelé: aux 1 et 4, de gueules, à un épi d'or sur une terrasse de sinople, accosté et tenu par deux lions affrontés d'argent; au 2, d'azur, à une tête et col de cerf d'or; au 3, d'azur, à un vaisseau d'or, habillé d'argent, voguant sur une mer du même. Deux casques couronnés.

Motto: INTEGRITATE ET INDUSTRIA

 

Biblioteca Statale Isontina
Via G. Mameli 12, 34170 Gorizia

COLLOCAZIONE Miscell.B.2084
INGRESSO 16605
TITOLO Per le auspicate nozze Hierschel - Morpurgo. Saggio dai canti di Raffaello Zovenzoni.
SPOSO HIERSCHEL ?
SPOSA MORPURGO ?
AUTORE ZOVENZONI Raffaello
CURATORE VIVANTE M.
LUOGO Trieste
TIPOGRAFO Lloyd aust.
ANNO 1864
NOTA MS
SUPPORTO Opuscolo
COLORE Verde
CM 26
PAG 10 carte
NOTE -
NUMERO SCHEDA 893

 

 

MORPURGO Enrico, de - HIERSCHEL Eloida, de scheda 42, 357, 890, 947, 951

Neues Adels-Portefeuille 1200 bis 1945

Vermischte Quellennachweise auf Lebensläufe und Genealogien

Hierschel-Minerbi (Hierschel), Grafen v., Hypothese zur Geschlechtsgenesis

La Famiglia Hierschel

Federica Vetta, in «Shalom Trieste»

 

Nell'anno 1833 l'architetto Antonio Buttazzoni puu' finalmente vedere conclusi i lavori di edificazione dell'ultimo impegnativo progetto che porta la sua firma. La casa, sita al numero 9 dell'antica via del Corso, gli e' stata commissionata dal facoltoso commerciante ebreo Moise' Hierschel. membro del 'Consiglio ferdinandeo', proprietario di diversi immobili sparsi in vari rioni della citta' - tra i quali il Teatro Grande che acquista nel 1835 dagli eredi del conte Antonio de Cassis Faraone - Moise' Hierschel sembra voler sancire con la costruzione di questa sua nuova dimora l'avvenuta acquisizione di un ben preciso status sociale ed economico. L'edificio, che e' destinato a restare una delle poche case di lusso della prima meta' dell'Ottocento e che ha certamente tutti i requisiti per essere considerato uno 'degli esempi piu' raffinati' del neoclassico triestino, si erge simbolicamente al confine tra la Cittavecchia - antica area del ghetto ebraico da dove la famiglia idealmente proviene - e il Borgo teresiano, estremo atto di razionalizzazione urbanistica che la Monarchia asburgica viene elaborando in quegli anni in questa richissima citta'-emporio, al cui sviluppo la famiglia Hierschel offre un suo contributo specifico.

Clementina de Minerbi

Sempre in questo stesso anno 1833, il giorno 22 del mese di febbraio, la famiglia Hierschel e' protagonista di un altro avvenimento destinato a lasciare il segno nelle cronache mondane della citta'. Il figlio di Moise', Leone, si unisce in matrimonio con Enrichetta Clementina, fiflia del cav. Caliman de Minerbi, membro del Consiglio Decennale della Comunita' israelitica, 'grande azionista e dirigente del settore assicurativo', attivo promotore della Societa' Filarmonico Drammatica di Trieste, istituzione destinata ad avere un ruolo decisamente rilevante nella vita culturale della citta'.

"Tra gli invitati, - si legge in una ricostruzione dell'evento - le autorita' ed i cittadini piu' cospicui. Mancava solo il governatore, ammalato, ma era presente la contessina sua figlia col fratello. davanti alla casa della sposa attendevano oltre quaranta carozze. Dopo la cerimonia ci fu un rinfresco e, mentre i cattolici presero congedo, gli ebrei continuarono a brindare per tutta la notte. La casa di Caliman de Minerbi era sorvegliata da sei guardie, convocate per proteggere i gioielli ed i regali, che insieme costituivano un tesoro... Le gioie che la sposa ricevette in dono dal marito erano stimate 79 mila fiorini. Da parte sua il vecchio Hierschel dono' al figliolo quale regalo di nozze, l'edificio della vecchia dogana e una grande casa sul Canale."

I festeggiamenti si protaggono per otto giorni. Il 25 febbraio ha luogo una grande accademia, nella quale si esibisce nel bel canto anche la stessa Clementina, allora allieva del maestro Adolfo Bassi, compositore napoletano di una certa notorieta;, approdato a Trieste come impresario del teatro Grande (del quale, lo ricordiamo ancora una volta, Moise' Hierschel e' proprietario) e animatore della sezione musicale della gia' citata Societa' Filarmonica Drammatica, in collaborazione con Alessandro Scaramelli e Giovanni Panizza.

Il salotto di Clementina Hierschel

Come ogni famiglia dell'alta borghesia, anche i coniugi Hierschel organizzano nella loro nuova dimora un salotto che nel giro di pochi anni diventa uno dei piu' ambiti ritrovi artistico-cultuali della citta'. Pittori, scultori e letterati sono sopiti fissi della coppia. Anche la musica ha naturalmente un suo ruolo importante. E' anzi proprio in nome del «far musica» che Clementina - come la maggior parte delle mogli e madri di famiglia del ceto alto-borghese triestino del tempo - conserva gelosamente erafforza, sul piano privato, quello stretto reticolo di relazioni tra famiglie d'élite che Leone intesse sul piano pubblico degli affari da un lato e della sociabilita' dall'altro (non dimentichiamo infatti che come il suocero Caliman de Minerbi prima di lui, anche leone prendera' parte attiva alla direzione della Societa' Filarmonica Drammatica, facendosi eleggere nel 1837 nel suo consultorio).

'Brillante era in quegli anni a Trieste il salotto di Clementina Minerbi... Nel suo palazzo sul Corso... conveniva intorno a questa signora, di sensibile intelligenza e di versatile cultura, il fiore delle dame triestine: la bellissima Elisa de parente-Morpurgo, Clorinda e Carolina Sartorio, Erissena Simeoni-Cappelletti, Giuseppina Cappeller-Rossi, Elena Goracuchi, tutte appassionate di musica, e ottime delettanti di clavicembalo e di canto".

Sono queste dame de destinatarie di molte pagine musicali prodotte a Trieste in quel periodo. In particolare a Clementina Hierschel de Minerbi vengono dedicate le composizioni di autori quali, a titolo di esempio,. G. Gajani, Luigi Sartori, Giuseppe Alessandro Scaramelli, Giovanni Panizza. Sempre a Clementina Hierschel viene dedicato anche un 'Andante sentimentale per pianoforte' dal titolo Affetti Materni op.33, che Luigi Milella compone 'in occasione - questo e' quanto si legge sul frontespizio dello spartito - delle faustissime Nozze / della Nobil Sig.na / Elodia de Hierschel / col sig. cav. Enrico de Morpurgo'. Ancora alla figlia di Clementina, Clara Zoe, Antonio Freschi dedica un capriccio per violino e pianoforte dal titolo Festa campestre.

Certo, tutte queste -  salvo rare eccezioni - non sono che composizioni d'occasione, che non vanno aldila' di un convenzionale stile salottiero, decisamente poco rilevanti da un punto di vista squisitamente musicale. Tuttavia esse rappresentano, assieme alla frequenza con la quale il nome Hierschel viene associato agli eventi musicali della citta'. la prova piu' tangibile della centralita' che la famiglia assume nel panorama musicale e culturale cittadino. In questo senso non poco contano da un lato il possesso da parte della famiglia dell'edificio del teatro, dall'altro la sua 'militanza' in ruoli direttivi all'interno della Societa' Filarmonico Drammatica. In ogni caso, non secondaria e' proprio la rilevanza del salotto di Clementina come polo di attrazione dei ceti sociali piu' elevati, come centro di promozione e propagazione di tutte le arti.

 

Teatro Verdi, Trieste

Destinato a sostituire il piccolo, settecentesco Teatro San Pietro, il Teatro che il 24 aprile 2001 festeggia il suo bicentenario, fu edificato nel periodo che vide la conflittuale alternanza delle occupazioni franco-napoleoniche e del potere absburgico.


1798 - Giannantonio Selva, Progetto per la costruzione del Teatro Nuovo, per conto del Sig. Giovanni Matteo Tomasini.
Sezione longitudinale (Archivio Storico dell'Ufficio Tecnico Comunale di Trieste)

La sua storia ha inizio infatti nel 1798 quando il rappresentante del Granducato di Toscana a Trieste - il commerciante Gian Matteo Tommasini - cede la proprietà del terreno al Conte Cassis-Faraone, primo proprietario del Teatro, che nel 1835 passerà a Moisè Hierschel. Nel 1861 gli eredi Hierschel lo cedono al Comune.


1798 - Giannantonio Selva, Progetto per la costruzione del Teatro Nuovo, per conto del Sig. Giovanni Matteo Tomasini.
Fianco, Prospetto verso mare, prospetto principale, prima proposta (Archivio Storico del Museo Correr)

Così l’edificio inaugurato come Teatro Nuovo e divenuto Teatro Grande nel 1820, dal 1861 si chiamò Teatro Comunale, prima di assumere, alla morte del Maestro, il nome di Verdi.


1835 - Antonio Buttazzoni (attr.), proposta di riforma del Teatro Nuovo per conto del Sig. Matteo Hierschel.
Abbozzo, Pianta del primo e del piano terreno (Archivio Storico dell'Ufficio Comunale di Trieste)

Contrastata è la genesi architettonica alla quale concorrono sia Gian Antonio Selva (lo stesso della “Fenice” di Venezia) autore del disegno generale e dell’interno, sia Matteo Pertsch, cui si deve la progettazione definitiva della facciata, memore del Piermarini (l’architetto della Scala) più volte interpellato come consulente.


1848 - Nicolò Pertsch dis., Broili del. Veduta prospettica del Teatro Nuovo. (Coll. priv.)

Complessa è la storia delle decorazioni interne e dei periodici restauri, l’ultimo dei quali risale al 1992-1997 con la ristrutturazione dell’intero edificio storico, che ha recuperato l’aspetto originario della sala.


1882 - (ante), La facciata verso il mare del Teatro Comunale vista dal molo San Carlo (civici Musei di Storia ed Arte di Trieste)

Dalla originaria illuminazione a candele e ad olio, il teatro è passato nel 1846 alla illuminazione a gas, e nel 1889 alla luce elettrica. Dai 1400 posti del 1801 è passato ai 2000/2100 (in buona parte “in piedi”) di fine ottocento. Dopo un lungo periodo di agibilità ridotta a un migliaio di posti, il “Verdi” ha attualmente, a seguito dell’ultima ristrutturazione, la capienza originale di circa 1400 posti.


Il Teatro Lirico "Giuseppe Verdi" ai giorni nostri

Altrettanto complesse sono le vicende che hanno attraversato la vita artistica del Teatro: dalle fortune e dalle sfortune degli impresari privati ottocenteschi alla costituzione dell’Ente autonomo nel 1936 (sovrintendente Giuseppe Antonicelli, con l’interregno postbellico di Cesare Barison), fino alla recente Fondazione.

Adelina Drysdale Munro

Adelina Drysdale Munro nació en Buenos Aires el 19 de septiembre de 1896. Era hija de Thomas James Drysdale y de Elisabeth Mary Munro. En su honor su abuelo materno Duncan MacKay Munro bautizó una estación de trenes del Ferrocarril Central, que une Córdoba con Buenos Aires, y que él administraba, dando origen a la actual localidad de Villa Adelina, en el partido de San Isidro, 20 km. al norte de la ciudad de Buenos Aires.

Su madre luego de quedar viuda se casó en segundas nupcias con el conde italiano Francesco Bottaro Costa y de esta forma la pequeña Adelina comenzó a frecuentar a las familias más aristocráticas de Buenos Aires y tomó contacto con la nobleza europea, especialmente con los nobles italianos.

El 10 de septiembre de 1917 contrajo matrimonio en París con el príncipe italiano Mario Colonna, duque de Rignano (Roma, 28/02/1886-9/07/1938), del que tuvo cinco hijos:

  • Maria Vittoria, nacida en Roma el 2 de agosto de 1918, esposa de Francesco Mario Theodoli, de la familia de San Vito.
  • Oddone, nacido en Roma el 22 de octubre de 1919, duque de Rignano (1938). Casado con Maria Luisa Bergozzi en 1944.
  • Fabio, nacido en Roma el 11 de marzo de 1921, casado con Elisabetta Galletti en 1946.
  • Stefano, nacido en Roma el 7 de septiembre de 1924. Casado con Diana Hierschel de Minerbi en 1967.
  • Livia, nacida en Roma el 7 Agosto de 1932, esposa de Paolo Cenci-Bolognetti, príncipe de Vicovaro.


Adelina falleció el 14 de diciembre de 1942 en Roma, a los 46 años de edad.

Su vida ha sido tratada extensamente en el libro Adelina...la princesa de Francisco Diurno, publicado en 1991.

Colonna

                                                                                                
4 Don Stefano Colonna
Born 7 September 1924 Roma
Married 1967
Diana, dei Conti Hierschel de Minerbi
Born 1934
Children, Generation XVI-10

ARMIR
Gli Italiani in Russia. Il dramma della ritirata.

Sotto tenente Antonio Hierschel de Minerbi

Obituary: Carlo Alberto Chiesa

Nicolas Barker

MILAN is a businesslike city; its streets do not encourage you to dally. But, as in other Italian cities, facades conceal graceful courtyards or, beyond, hidden gardens. 11 Via Bigli is like this, except that on the far side of its courtyard the door gives on to, first, an anteroom featuring a large wooden architectural model of a Renaissance cupola and with beautiful documents framed on the walls, and then a large room shelved on three sides, and dominated by a long high table, strewn with books, carefully chosen to catch your eye or taste, and other objects, some exquisitely made of glass.

This, for more than 40 years, was the "Studio" of Carlo Alberto Chiesa, for almost as long one of the dominant figures in the European old book trade. He was born in 1926, the son of Pietro Chiesa, who was a famous designer of glass (hence the pieces on the table), a commanding figure in the applied arts and founder of the "Fontana Arte" group. He was also a great collector of everything except books, and his son inherited his connoisseur's eye.

Growing up in the Second World War, a law student just after it, Chiesa found his vocation at Paris, whither he went in 1949. He haunted the Parisian bookshops, notably that of Marc Loliee, who became his friend and mentor. He earned the respect of the legendary Galanti, then in his apartment in Montmartre, where every piece of furniture, even the bath, useless since there was nothing to heat the water, was full of books. Chiesa had an intuitive sense of the importance and tactile qualities of books, so much so that he could buy a book in one shop and sell it on to another, making a profit on what he could see and others had missed. In 1953 he returned home to Milan, first to the Piazza Sant' Erasmo, and then in 1956 to the Via Bigli. It was never, in any ordinary sense, a shop. As in Paris, his idea was to find the books he liked and then to put them in the hands of those who would appreciate them as much as he did. His discretion, equally, was complete; without concealing his customers' identity, he never discussed their affairs or interests unless required to do so. But no major buyer could afford to ignore him, since his grasp of the market, not only for Italian books of all periods (though that was his staple) but any fine book, was powerful. If private collectors benefited most from his taste and ability, he also admired the great public collections. As a loyal Milanese, the Biblioteca Ambrosiana had first call on his expertise, and successive Prefects owed much to his help. The late Franklin D. Murphy esteemed him, and the wonderful library of early Italian books that bears Murphy's name at the University of California at Los Angeles owes much to Chiesa's wise counsel. Since the late 1950s and the Dyson Perrins sales, Chiesa was a notable presence at almost every important sale, although he disliked publicity and preferred to buy as well as sell privately. But Christie's sale of the Feltrinelli collection two months ago was a challenge he could not refuse; though mortally ill, he triumphed once again. Chiesa did not deal just in grand books; he could see the delight of quiet humble ephemera. It was the same with people; he was hospitable to all, though his first love was for his wife and family, with whom he went climbing in the Dolomites every year. Nicolas Barker Carlo Alberto Chiesa, bookseller: born Milan 17 September 1926; married 1961 Elena de Hierschel de' Minerbi (four sons); died Milan 25 January 1998.

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Civica Biblioteca - Archivi Storici "Angelo Mai" - Piazza Vecchia, 15 - 24129 Bergamo

11. DONIZETTI GAETANO: Lettere e documenti autografi acquistati dalla signora Elena de Hierschel de Minerbi, via Bigli 15 Milano il 4 settembre 1991. La raccolta comprende 66 scritti (1797-1848), suddivisi in 5 fascicoli contrassegnati con le lettere A-B-C-D-E:

  1. 34 lettere autografe al padre, al fratello, al nipote, a collaboratori ed amici italiani e stranieri (1823-1846; 2 biglietti da visita con autografi e 2 frammenti di lettere autografe.
  2. 5 lettere e 2 biglietti di mittenti vari a Gaetano Donizetti.
  3. 9 lettere di parenti o indirizzate a parenti di Gaetano Donizetti.
  4. 6 fra certificati, contratti e libretti d'opera (in parte autografi).
  5. 6 composizioni poetiche manoscritte e inedite di autori vari in onore di Gaetano Donizetti.
Inventario analitico della Raccolta in Salone Furietti: Indici, Repertori …

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